La nuova vision di città

Il piano di governo del territorio

La nostra Amministrazione ha intrapreso, nel mandato precedente, il procedimento denominato “Variante Generale del Piano di Governo del Territorio”, vale a dire l’azione pianificatrice comunale per eccellenza che si è temporaneamente interrotta – come prevede la normativa che guida predetto procedimento – con il provvedimento di adozione assunto dal Consiglio Comunale nello scorso mese di maggio.

Se la nostra Amministrazione verrà confermata, uno dei primi appuntamenti sarà rappresentato dall’approvazione della variante allo strumento urbanistico perché essa contiene semi importanti che potranno generare frutti preziosi per la nostra comunità come si può evincere dal sottostante sintetico ma significativo elenco: 

•       semplificazione delle norme;

●       superamento del concetto tradizionale di “centro storico” attraverso il congedo della connotazione storica di ZONA -A- caratterizzata da vincoli conservativi che hanno esaurito, nell’attuale contesto storico, sociale ed ambientale la loro funzione;

●       ammissibilità degli interventi di nuova costruzione per il centro storico, offrendo l’opportunità di ampliare l’edificato esistente sia incrementando la superficie coperta, sia ammettendo la sopraelevazione attraverso il ricompattamento di volumi esistenti all’interno del lotto o, alternativamente, sia trasferendo nuova capacità volumetrica grazie a meccanismi di tipo perequativo;

●       incentivazione di proposte di riqualificazione degli edifici più vecchi attraverso la sostituzione edilizia dei fabbricati esistenti (demolizione e ricostruzione) che permetta di conseguire una qualità del costruito in linea con gli standard edilizi che il mercato immobiliare ricerca;

●       conservazione degli impianti interni tradizionali (cortili) e dei fronti stradali (affacci), nonché preservazione degli edifici storici attraverso l’identificazione dei medesimi e delle cortine edilizie meritevoli di essere mantenuti;

●       conferma delle differenti densità urbanistiche, in quanto caratteristiche dello sviluppo storico della città e, pertanto, mantenimento dei differenti indici volumetrici che distinguono le diverse parti di Parabiago;

●       ridefinizione degli ambiti di trasformazione e di riqualificazione del territorio, introducendo norme, caratterizzate da semplicità e da flessibilità, che possano realmente innescare l’attesa rigenerazione;

●       condivisione delle linee di Regione Lombardia in merito alla riduzione del consumo di suolo e alla riqualificazione di quello già urbanizzato (aree dimesse e/o degradate);

Il percorso per rilanciare il centro storico cittadino si è evoluto anche grazie al progetto denominato “Parabiago, laboratorio di rigenerazione urbana”, realizzato in collaborazione con la "Triennale di Milano".

Esso ha rappresentato un importante momento di confronto e di raccolta di idee attraverso un concorso il cui obiettivo principe è stato quello di stimolare riflessioni progettuali che convergessero sul concetto di riqualificazione del centro storico di Parabiago.

Il tema della rigenerazione urbana richiede professionalità abituate a ragionare e a confrontarsi non solo con il mondo dell’architettura italiano, ma anche con quelli europeo e internazionale.

Ecco perché per il nostro centro storico abbiamo voluto coinvolgere architetti blasonati che hanno sviluppato idee e progetti attualissimi, mettendo in luce l’importanza strategica dell’isolato denominato, per evidenti ragioni di identificazione, “REDE” nel rilancio dello sviluppo cittadino.

Dal brain storming che si è sviluppato attorno al progetto “Parabiago, laboratorio di rigenerazione urbana” è emerso quanto siano correlati gli interventi di semplificazione delle norme messi in campo dalla Variante Generale al Piano di Governo del Territorio – per permettere il rilancio del recupero del patrimonio edilizio esistente, ormai vetusto ed inattuale del centro cittadino – con la pianificazione dell’isolato “REDE”, con la nuova viabilità e con la rete dei nuovi parcheggi, a supporto delle nuove funzioni commerciali e di servizio e delle attività del centro cittadino.

 

LA CITTA' RINNOVATA

Il centro di Parabiago è un’area che si estende dalla stazione ferroviaria fino al “quadrilatero della battaglia” combattuta nel 1339.

La stratificazione di epoche e linguaggi è ormai storicizzata, ma l’intera area appare oggi indefinita, ossia un insieme di brani di città contigui ma slegati.

È diminuita la popolazione residente, le banche che vi avevano sede hanno in gran parte lasciato gli spazi che occupavano, ma quest’ultimi non hanno ancora trovato altra destinazione mentre il tessuto degli esercizi commerciali incontra difficoltà crescenti.

Serve una ricucitura dei diversi brani, una vasta opera di rigenerazione urbana, una nuova visione d’insieme, aperta al futuro ma non dimentica della tradizione.

Obiettivi, questi, che la nostra Amministrazione sta perseguendo grazie alla nuova Variante Generale del Piano di Governo del Territorio, adottata, come già riferito, dal Consiglio Comunale. Come? Introducendo “misure d’incentivazione e disposizioni normative atte a semplificare gli aspetti procedurali e amministrativi” volte a rilanciare il recupero e la riqualificazione del centro cittadino.

È nostra volontà, infatti, puntare “sulla riqualificazione degli edifici più vecchi che non hanno ancora carattere storico”, così da rivitalizzare e ripopolare il centro cittadino, con particolare attenzione a Piazza Maggiolini che ambisce a riappropriarsi del ruolo di salotto della città.

La recente approvazione in Consiglio Comunale del piano per il recupero dell’isolato “REDE” consente di ridisegnare il centro cittadino, privilegiando la funzione residenziale ed ampliando il verde pubblico.

La cessione alla città, prevista nell’articolato intervento urbanistico, della parte a ponte (nel seguito edificio “a ponte”) del complesso industriale, quest’ultimo delimitato dalle vie Santa Maria, Vittorio Veneto, Randaccio e F.lli Rosselli, consentirà di traguardare mete strategiche di cui parleremo nel seguito.

Il rilancio del centro cittadino, inteso come luogo di vita (commercio, divertimento, socializzazione, etc.), e il riutilizzo delle corti esistenti, consentiranno di valorizzare il distretto urbano del commercio.

 

Gli spazi ceduti nel contesto della piano per il recupero dell’isolato “REDE” rappresentano un’importantissima opportunità di sviluppo culturale e sociale per la comunità parabiaghese.

L’edificio “a ponte” ove si svolgevano le operazioni di torcitura, di spiralatura, della tessitura dei collant del calzificio “Rede” – azienda storica della città che ancora oggi, congiuntamente ai calzaturifici, concorre a nobilitare, nel settore della produzione manifatturiera, il nome di Parabiago in Italia e oltre confine – è una struttura a pianta libera e a forma ad “U” che totalizza circa 12 mila metri quadrati: ad essa la nostra Amministrazione demanda aspettative ambiziose che, se realizzate, la configureranno come nuova centralità urbana della cittadina parabiaghese.

Le nostre ambizioni saranno quelle di saper trasformare questo edificio industriale in un ambiente adeguato alle esigenze delle moderne generazioni, pensato come insieme di luoghi eterogenei in grado, però, di stimolare interazione sociale e scambio culturale.

L’edificio “a ponte” sorge in un punto strategico della città di Parabiago e, pertanto, potrà essere, in ossequio al suo nome, la connessione tra gli spazi della città storica e di quella dei servizi, in quanto esso si trova in prossimità sia di piazza Maggiolini, sia del futuro quartiere residenziale e commerciale e sia del Palazzo Municipale, del centro servizi Villa Corvini e della Stazione Ferroviaria. L’edificio “a ponte” fa parte di un più ampio progetto urbanistico che punta alla riqualificazione di tutto il centro cittadino e questo intervento, sponsorizzato dalle nuove regole urbanistiche contenute nella Variante Generale del Piano di Governo del Territorio, rappresenta la chiave di volta che fungerà da trampolino di lancio per proiettare la città verso un nuovo corso.

L’edificio “a ponte” dovrà essere pensato come luogo di scambio di conoscenze e opportunità, ossia un punto di incontro multiculturale che dovrà indurre gli abitanti della città ad avere una percezione diversa, rispetto ad oggi, della dimensione di comunità, stimolando la collaborazione creativa delle persone.

Per arrivare così lontano, occorrerà ospitare molteplici servizi come:

·      una nuova biblioteca: spazi di lettura libera, cabine studio, laboratori adibiti ad incontri di gruppo, servizi multipli per il social e il networking;

·      una sala teatro;

·      un teatro per bambini;

·      una sala per la musica;

·      uno spazio espositivo ed una per le attività interattive;

·      uno spazio per eventi pubblici e spazi liberi informali;

·      il museo “Carla Musazzi”;

·      un centro di assistenza per i servizi locali;

·      lo sportello “Relazione con il pubblico” e gli uffici amministrativi connessi.

Gli spazi del basamento dell’edificio che si apriranno su una nuova piazza saranno in parte coperti ed in parte no: essi fungeranno, con il nuovo sistema di parcheggi pubblici che saranno realizzati, da punto di accesso e di interconnessione verso la città storica e quella dei servizi pubblici.

un nuovo "ponte" tra cultura e socialita' 

 

LA CITTA' LUOGO DI FERMENTO CULTURALE

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Nel fare e promuovere Cultura l’Amministrazione Comunale svolge un ruolo fondamentale in termini di investimenti, determinazione, azioni e progetti che decide di mettere in campo. Un esempio per tutti è il festival “Donne in Canto”, un format al femminile nel quale l’Amministrazione ha creduto molto fin da subito e che in poco tempo è diventato un evento di portata sovracomunale.

Fare cultura ha un costo e per le città di medie dimensioni come la nostra, la sfida è ancora più interessante perché, per mantenere alto il livello degli eventi proposti realizzandoli all’interno di un budget contenuto e garantendo una  fruibilità gratuita per la cittadinanza, occorre avere competenze che sappiano creare reti di collaborazione, oltre grande determinazione che non ci è mai mancata e non mancherà.

Saper fare rete e squadra con le realtà sovracomunali è un’esperienza che abbiamo avviato e che porteremo avanti perchè riconosciamo l’importanza di avere una vision più ampia che porta alla condivisione di esperienze diverse che arricchiscono le azioni amministrative locali. Ad esempio il contatto con Milano attraverso l’esperienza del “laboratorio di rigenerazione urbana” che ha visto confrontarsi diversi professionisti nel campo dell’urbanistica, ci ha dato la possibilità di avere una diversa visione del modo di sviluppare e vivere il nostro centro cittadino. Anche l’esperienza condivisa con il MIC (Museo Interattivo del Cinema di Milano) è un altro esempio di rete e di uno sguardo più ampio al territorio con la finalità di arricchire culturalmente la nostra città. Questo ha voluto dire, infatti, accompagnare la redazione del nuovo strumento urbanistico,  con un percorso di urbanistica partecipata anche attraverso una rassegna cinematografica, un’opportunità data alla cittadinanza per ripercorrere lo sviluppo urbanistico delle più importanti città attraverso gli occhi di registi ed architetti capaci di raccontare il tema dell’architettura attraverso una particolare lente di ingrandimento.

E’ nostra intenzione confermare ed implementare le iniziative culturali consolidate in questi anni come: Donne in Canto, Teatranti in città, Notte bianca, ½ Notte bianca dei bambini, Musica d’autore, Summer-Time, concerto di Capodanno e Cinema di Parabiago realizzato in collaborazione con lo Spazio Cinema Anteo di Milano, una proposta che ha ottenuto davvero un riscontro notevole tra i cittadini e le famiglie del territorio.

Anche la promozione culturale della nostra città verso l’esterno ha la sua valenza e il sistema dei musei cittadini svolge in tal senso un ruolo fondamentale: il museo Carla Musazzi, il museo della scuola ed il museo del ciclismo. Nell’ultimo quinquennio abbiamo sostenuto con determinazione questo sistema e, grazie all’importante collaborazione che si è sviluppato tra istituzione scolastica e privati con la nostra Amministrazione, siamo riusciti a istituzionalizzare due nuovi musei: quello della scuola di via IV Novembre (frutto di un importante e sapiente lavoro della Dirigente Scolastica Dott.sa Gottardi e delle sue collaboratrici) e il museo del ciclismo, luogo di raccolta di un’importante donazione privata da parte del Sig. Renato Colombo, appassionato di ciclismo.

E’ nostro interesse accompagnare e sostenere l’Associazione “Parabiago medioevale” che si sta impegnando attivamente nella realizzazione della rievocazione storica della battaglia di Parabiago del 1339.

Il “fermento culturale” ha bisogno di un luogo unico per facilitare la fruibilità delle proposte. Sulla scorta dell’esperienza di questi anni, infatti, è nostra intenzione realizzare un portale internet che raccolga tutti gli eventi cittadini, sia pubblici che privati, in modo tale da dare una panoramica delle proposte culturali in corso presso la nostra città e sul quale sia possibile anche prenotare con anticipo il posto di spettatore.

 
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