MANTIENI GRANDE PARABIAGO

Amministrare la propria città e quindi la propria comunità è un impegno che, se assunto responsabilmente, richiede numerose qualità tra le quali ne spiccano due: passione competenza.

Sono due requisiti essenziali per ogni donna e per ogni uomo che ambisce ad essere un buon amministratore cittadino, indipendentemente dalla parte politica rappresentata.

Perché sono essenziali? Perché, a pensarci bene, essi sono reciprocamente complementari pur nella loro profonda diversità, in quanto la passione è figlia dell’istinto, mentre la competenza lo è dell’esperienza.

La passione è quel fuoco che avvertiamo dentro di noi, come quando ci infiammiamo di fronte alle prodezze della squadra amata, oppure è quella fonte di ispirazione che, davanti ad una tela, ci pungola per ore nel curare, con il pennello, ogni dettaglio.

La passione è un’energia positiva che attenua ogni fatica perché la meta finale – sia essa la risoluzione di un problema, oppure la messa a punto di un progetto, oppure ancora il conseguimento del finanziamento di un intervento – supera tutto.

La competenza è, invece, un’abilità acquisita grazie alle applicazioni professionali maturate nel tempo e agli studi coltivati che consente, ad esempio, di impartire prima le linee di indirizzo allo specialista e di valutarne poi l’operato.

La competenza è, al tempo stesso, un’abilità il cui valore si accresce continuamente se la sete di conoscere non si appaga mai e se vi è la convinzione che il tempo per apprendere sia più esteso di quanto si pensi.

Noi riteniamo che Parabiago sia stata amministrata, negli ultimi cinque anni, con passione e con competenza.

Lo diciamo in tutta onestà, pur sapendo che in un lustro si alternano momenti fulgidi a momenti di appannamento, circostanze di gioia ad altre di sconforto e guai se non fosse così; tuttavia vi è in noi molta soddisfazione per i buoni risultati conseguiti e solo qualche rammarico per alcune situazioni che avremmo potuto gestire diversamente.

Inoltre le vicende degli ultimi sei mesi, legate alla pestilenza del COVID-19, ci hanno fatto conoscere una nuova dimensione dell’impegno di amministratore cittadino, ossia quella della gestione dell’emergenza collettivacon la macchina dei soccorsi allenata per ogni imprevisto, ma non per quello da affrontare.

Eppure la nostra Amministrazione, dopo qualche prudente tentennamento nei giorni iniziali, ha reagito incisivamente ed ha coordinato ogni forza, ogni contributo proveniente dal territorio comunale in grado arginare gli effetti della tragedia sanitaria, dando prova – rispetto ad altri governi cittadini – di essere più attenta ed efficace nell’applicare le misure introdotte dalle autorità sanitarie nazionali.

Senza enfasi, allora ci piace ricordare questo difficile tempo come una sorta di esame di maturitàdopo un lustro di governo; averlo superato ha rafforzato ulteriormente in noi il desiderio e l’ambizione di riprovarci, di rimetterci al servizio della nostra comunità.

Lo facciamo con lo stesso Sindaco, lo facciamo con la stessa coalizione politica ma, soprattutto, lo facciamo con la stessa passione e, attenzione, con una maggiore competenza derivante dalle attività messe a segno e dai progetti realizzati nei precedenti cinque anni.

L’azione del governodi una città è tanto più incisiva quanto meglio essa è stata in precedenza pianificata ed il documento principe di cui un’Amministrazione comunale può disporre per la programmazione di ogni intervento è, senza ombra di dubbio, il Piano di Governo del Territorio, ossia lo strumento urbanistico introdotto dalla Regione Lombardia con la legge n.12/2005.

Esso è articolato in tre capitoli: il Documento di Piano, il Piano dei Servizi e il Piano delle Regole.

Il primo ha il compito di radiografare il territorio comunale nei suoi elementi basilari che spaziano dal paesaggio alla viabilità, dall’assetto geologico a quello urbanistico, dall’ambiente alle infrastrutture, dalle politiche economiche a quelle sociali.

Il secondo stabilisce quali strutture pubbliche o affini siano necessarie al territorio comunale sulla scorta dei dati demografici conosciuti senza tralasciare quelli relativi ai soggetti non residenti ma fruitori dei servizi cittadini.

Il terzo ricorda il vecchio Piano Regolatore Generale perché individua le destinazioni da assegnare alle aree e stabilisce quanto edificare, come edificare e ciò che non si può edificare.

Il Piano di Governo del Territorio si distingue, però, dal precedente Piano Regolatore Generale per il fattore partecipazione del cittadino, in quanto non è limitata alla sola presentazione di osservazioni dopo la sua adozione, ma implica il coinvolgimento, tramite contributi propositivi, dal momento in cui l’Amministrazione comunale notizia la cittadinanza in merito all’avvio del suo iter amministrativo.

Così ha operato la nostra Amministrazione con la Variante al Piano di Governo del Territorio, attualmente adottata e di

prossima approvazione se saremo riconfermati.

Nel nuovo documento urbanistico sono insite tutte quelle scelte partecipate che scandiranno l’agire del governo della città

nei prossimi cinque anni: è la formula più corretta per anticipare alla comunità come Parabiago muterà e come crescerà.

Le pagine che seguono devono essere intese appunto come la sintesi di predette scelte partecipateperché non abbiamo

mai smesso di coinvolgere il cittadino ogni qualvolta lo abbiamo ritenuto opportuno, indispensabile e doveroso,

appellandoci alla sua sensibilità con lo slogan “non chiederti cosa può fare la tua città per te, chiediti cosa puoi fare

tu per la tua città”.

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