BILANCIO

Il bilancio dell’ente locale è il documento che riassume la programmazione degli interventi dell’Amministrazione comunale, ossia l’atto economico-finanziario che pone in equilibrio entrate ed uscite.

Ci sono parti politiche che fanno leva sul tema della partecipazione dei cittadini per attribuire al documento del bilancio una valenza popolare che, in realtà, esso non può avere perché il principio della condivisione si esplicita con modalità diverse da quelle sperimentate.

Se, al contrario, si parte dal presupposto che il documento del bilancio è la risultante di decisioni, espresse in numeri, assunte a tavoli di lavoro o piuttosto in momenti di confronto costruttivo oggetto a loro volta di agende specificatamente programmate, è naturale ritenere che questo atto fondamentale di pianificazione dell’ente locale possa essere raffigurato come un cantiere aperto nel quale progetti ed esecuzioni si susseguono senza discontinuità.

Ed è questo il metodo di costruzione del documento più appagante perché la partecipazione dei cittadini non è occasionale, bensì sistematica secondo argomenti e calendari conosciuti anticipatamente.

Altra cosa, invece, è la comunicazione da utilizzarsi per divulgare ai cittadini gli effetti del bilancio nei confronti degli stessi: trasparenza e pubblicizzazione dovranno guidare – in particolar modo – ogni informazione in merito alle tariffe applicate dal Comune e ai trasferimenti erariali deliberati dallo Stato.

L’ente locale, tuttavia, si impegnerà a mantenere invariata la pressione fiscale, a parità di imposte e tributi oggi cogniti ed applicati, fatti salvi minori trasferimenti o nuove imposizioni deliberati dallo Stato.

Verrà attivato uno sportello, gestito dalle associazioni di categoria, al quale il cittadino potrà rivolgersi per ricevere l’assistenza occorrente, ma limitatamente all’imposizione esercitata dall’ente locale.

I NOSTRI PUNTI DI FORZA

 

  • Ci impegneremo a mantenere invariata la pressione fiscale, a parità di imposte e tributi oggi cogniti ed applicati, fatti salvi minori trasferimenti o nuove imposizioni deliberati dallo Stato.

  • Attivazione di uno sportello, gestito dalle associazioni di categoria, al quale il cittadino potrà rivolgersi per ricevere l’assistenza occorrente.

CONCLUSIONE

 

Ad inizio 2015 il Consiglio comunale cittadino ha deliberato l’istituzione della Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) del Comune di Parabiago.

Si tratta di uno strumento, come recita l’atto deliberativo, che si prefigge di censire e di valorizzare le attività e i prodotti tradizionali del territorio.

Così è stato per il “Pane di Parabiago”, realizzato con farina di frumento prima seminato in loco, poi macinato presso l’ultimo mulino ancora in attività nel circondario e affidato, infine, alle mani esperte di un prestinaio locale.

Nell’auspicio che esso possa essere il primo esempio di una lunga schiera di manufatti e di processi che si fregeranno del marchio in argomento, avvince la riflessione secondo cui la comunità possa risultare, nella sua totalità, espressione di uno status peculiare negli atteggiamenti, dal pensiero iniziale al gesto finale, tenuti dai più piccoli ai più anziani.

Una comunità che condivida regole comportamentali che devono essere trasmesse da una generazione all’altra per la conservazione dello status peculiare.

Una comunità che trasformi ogni problema, ogni criticità in un’occasione per ridurre le distanze e non per dilatarle a vantaggio della forza del proprio status peculiare.

Le iniziative, i progetti, le soluzioni che l’Amministrazione comunale ha tracciato sono caratterizzati dall’aspirazione di orientare la comunità verso un modello di evoluzione delle proprie capacità di riflettere, di decidere e di agire che favorisca il raggiungimento di uno status peculiare.