SICUREZZA

Quando si menziona il termine sicurezza è doveroso che l’amministratore dosi le espressioni con cui illustra le soluzioni escogitate, in quanto nel cittadino paura e frustrazione sono prossimi al livello di guardia.

La convinzione è che si debba procedere in direzioni multiple se si vuole conseguire un senso di sicurezza diffuso e percepibile.

Il corpo di Polizia urbana dovrà essere impiegato con modalità particolarmente flessibili per quanto attiene l’orario di lavoro, cosicché si possa presidiare il territorio in fasce orarie più ampie di quelle attuali.

Si esaminerà anche l’ipotesi di implementare, attraverso sponsorizzazioni di origine privata, i fondi incentivanti ai quali attingere per finanziare turni notturni della vigilanza municipale.

In ambito sovra comunale si esplorerà – per ragioni di organico e di costi –  l’opportunità di organizzare il terzo turno in modo continuativo: esistono già esempi di convenzioni tra enti locali imperniati sulla collaborazione tra le polizie urbane per monitorare i territori di competenza con pattuglie adeguatamente composte.

 

I NOSTRI PUNTI DI FORZA

 

  • terzo turno in modo continuativo: esistono già esempi di convenzioni tra enti locali imperniati sulla collaborazione tra le polizie urbane per monitorare i territori di competenza con pattuglie adeguatamente composte.

  • telecamere sulle vie di accesso alla città che consentiranno di registrare ingressi ed uscite

  • potenziamento del controllo di vicinato

  • mappatura delle aree a maggior rischio

  • vigilanza privata da aggiungere a vigili urbani, a carabinieri, alla Protezione Civile e ad altri volontari

  • campagne di sensibilizzazione per evitare alle persone anziane di essere raggirate da truffatori oppure per allontanare giovani o soggetti deboli da forti tentazioni (droghe, alcool, ludopatie, ecc.)

Le vie di accesso alla città dovranno essere vigilate da telecamere che consentiranno di registrare ingressi ed uscite: spesso, altrove, questa modalità di controllo del territorio ha consentito di risalire agli autori di episodi malavitosi o di disordine pubblico.

L’onere dell’intervento si preannuncia importante per cui si dovrà valutare la possibilità di noleggiare le telecamere, concordando anticipatamente sostituzioni a causa dell’obsolescenza tecnologica oppure di acquistare le medesime reperendo finanziamenti appositamente deliberati dagli enti superiori.

Il controllo di vicinato, già introdotto dall’Amministrazione comunale, è un servizio che potrebbe essere reso ancor più efficace grazie ad un coordinamento migliore che sappia trarre benefici maggiori dall’opera dei volontari.

Esso potrebbe concorrere nella mappatura delle aree a maggior rischio grazie ad informazioni che possono essere unicamente rilasciate da coloro che risiedono nelle immediate vicinanze, finalizzata a ricercare una presenza più mirata delle forze dell’ordine e, pertanto, a diffondere un senso di legalità superiore.

L’organico degli addetti alla sicurezza alla città deve annoverare, in aggiunta a vigili urbani, a carabinieri e a volontari, anche personale di istituti di vigilanza privata.

Esso sarà deputato a presidiare alcuni siti particolarmente sensibili a determinati orari ed in funzione del maggiore o minore affollamento: l’area che gravita attorno alla stazione ferroviaria è l’esempio più significativo.

Anche ai volontari della Protezione civile verrà chiesta collaborazione sulla base della loro esperienza e della loro disponibilità, purtroppo assottigliatasi a causa di defezioni che hanno ridotto il numero di soggetti attivamente presenti nella sede di via del Monastero: l’Amministrazione comunale, consapevole dell’importanza della specificità di questo contributo, si attiverà per promuovere campagne di adesione con cui rassodare l’organico associativo.

Alle azioni dirette, sopra elencate, devono essere affiancate quelle indirette: la sicurezza è un obiettivo, come già affermato, che si traguarda solo agendo efficacemente su un vasto fronte.

Promuovere campagne di sensibilizzazione per evitare alle persone anziane di essere raggirate da truffatori oppure per allontanare giovani o soggetti deboli da forti tentazioni (droghe, alcool, ludopatie, ecc.), organizzare eventi negli spazi pubblici sconvenientemente frequentati per favorirne un utilizzo più gradevole e meno preoccupante, addivenire ad intese con le proprietà dei siti produttivi dismessi per contrastare negli stessi la presenza di soggetti senza dimora: sono proposte concrete del pacchetto delle cosiddette azioni indirette che saranno dispiegate per arginare fenomeni che alimentano ansie e tensioni nei cittadini onesti.

CONCLUSIONE

 

Ad inizio 2015 il Consiglio comunale cittadino ha deliberato l’istituzione della Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) del Comune di Parabiago.

Si tratta di uno strumento, come recita l’atto deliberativo, che si prefigge di censire e di valorizzare le attività e i prodotti tradizionali del territorio.

Così è stato per il “Pane di Parabiago”, realizzato con farina di frumento prima seminato in loco, poi macinato presso l’ultimo mulino ancora in attività nel circondario e affidato, infine, alle mani esperte di un prestinaio locale.

Nell’auspicio che esso possa essere il primo esempio di una lunga schiera di manufatti e di processi che si fregeranno del marchio in argomento, avvince la riflessione secondo cui la comunità possa risultare, nella sua totalità, espressione di uno status peculiare negli atteggiamenti, dal pensiero iniziale al gesto finale, tenuti dai più piccoli ai più anziani.

Una comunità che condivida regole comportamentali che devono essere trasmesse da una generazione all’altra per la conservazione dello status peculiare.

Una comunità che trasformi ogni problema, ogni criticità in un’occasione per ridurre le distanze e non per dilatarle a vantaggio della forza del proprio status peculiare.

Le iniziative, i progetti, le soluzioni che l’Amministrazione comunale ha tracciato sono caratterizzati dall’aspirazione di orientare la comunità verso un modello di evoluzione delle proprie capacità di riflettere, di decidere e di agire che favorisca il raggiungimento di uno status peculiare.